È una delle domande che ci arrivano più spesso, soprattutto a settembre e a gennaio: "per perdere peso meglio yoga o Pilates?". La risposta breve è che nessuna delle due discipline è nata per far dimagrire, e che entrambe possono avere un ruolo utile in un percorso di cambiamento, ma non quello che di solito ci si aspetta.

"Il cambiamento avviene attraverso il movimento, e il movimento guarisce." Joseph Pilates
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Vale la pena spiegare perché, e lo facciamo dandoti anche qualche numero.
Il dispendio energetico dipende dal peso della persona, dall'intensità e dallo stile della lezione. In linea generale:
Per confronto, un'ora di corsa a ritmo moderato consuma circa il doppio. Se l'unico criterio fosse il consumo calorico immediato, l'indicazione più sensata sarebbe un'attività aerobica continuativa.
Il punto è che il consumo di una singola lezione dice poco: quello che modifica la composizione corporea nel medio periodo sono altri meccanismi, e su quelli Yoga e Pilates lavorano in modo diverso tra loro.
Il Pilates agisce soprattutto sulla massa magra, e in particolare su muscoli che raramente vengono allenati altrove: trasverso dell'addome, pavimento pelvico, stabilizzatori profondi della colonna, muscolatura scapolare.
È tessuto metabolicamente attivo: più massa magra significa un metabolismo basale leggermente più alto, in modo costante: l'effetto è graduale e poco appariscente, ma si accumula nel tempo.
C'è poi un secondo aspetto, più immediato e spesso più evidente allo specchio che sulla bilancia. Il riallineamento del bacino, il recupero della funzione di contenimento dell'addome profondo e una postura più organizzata modificano la forma del corpo anche a parità di peso. Molte persone che frequentano i corsi lo descrivono così: il numero sulla bilancia non è cambiato, ma i vestiti cadono diversamente.
Non tutti i Pilates lavorano allo stesso modo. Il Pilates Core ha una componente di forza più marcata e un ritmo più sostenuto; il Pilates Posturale privilegia allineamento, mobilità e controllo. Vale la pena saperlo prima di scegliere il corso.
Lo yoga non è un metodo di dimagrimento e presentarlo come tale sarebbe scorretto. Il contributo che può dare è indiretto, e riguarda i fattori che stanno a monte del peso.
Per molte persone il problema non è il calcolo delle calorie, ma la gestione dello stress, la qualità del sonno e il rapporto con il cibo nei momenti di stanchezza. Su questo terreno la pratica regolare dello Yoga ha effetti documentati:
Uno studio osservazionale condotto negli Stati Uniti su oltre quindicimila adulti seguiti per dieci anni ha rilevato che chi praticava yoga con regolarità tendeva a mantenere il peso negli anni in cui il gruppo di confronto aumentava. Non un dimagrimento, quindi, ma un mancato accumulo: un risultato meno vistoso e più significativo di quanto sembri.
Immaginiamo una differenza di 70-100 kcal tra una lezione di Pilates e una lezione di Yoga lento: su 2 lezioni a settimana la differenza complessiva è modesta, paragonabile a una manciata di frutta secca.
Molto più rilevante è un altro elemento: se una disciplina piace, la si pratica per anni; se annoia o irrita, la si abbandona entro 2 mesi.; la differenza tra due anni di pratica e due mesi supera qualsiasi confronto calorico.
Per questo, quando qualcuno ci pone la domanda iniziale, di solito ne rimandiamo un'altra. C'è chi ha bisogno di percepire il muscolo che lavora e di uscire dalla lezione con una sensazione fisica precisa: quella persona, in una lezione di Yin Yoga, difficilmente resta. E c'è chi arriva la sera con la testa piena e ha bisogno prima di tutto di rallentare: quella persona, in una lezione di Core, tende a irrigidirsi ulteriormente.
La disciplina migliore è quella a cui si torna anche a novembre, poi gennaio, aprile e così via, per anni.
È importante dirlo con chiarezza: nessuna attività fisica, da sola, produce una perdita di peso rilevante. Il movimento costruisce e mantiene la massa muscolare, l'alimentazione determina in larga parte la massa grassa, sonno e gestione dello stress tengono insieme le due cose.
Quello che si osserva più spesso nei percorsi che funzionano è una sequenza diversa da quella attesa. Si comincia a praticare per una questione di peso; dopo qualche mese migliorano il sonno, il mal di schiena e la gestione delle giornate più cariche; le abitudini alimentari si riassestano quasi di conseguenza. Il peso, a quel punto, si muove, ma ha smesso di essere il criterio principale.
Tre domande aiutano a scegliere:
Se poi la risposta resta incerta, il modo più semplice è provare entrambe nella stessa settimana e osservare come ci si sente il giorno dopo.
Yoga e Pilates non sono alternative in competizione: molte persone, dopo qualche mese, finiscono per praticarli insieme, perché coprono aree diverse. Se l'obiettivo iniziale è il peso, il consiglio è di sceglierne uno solo per cominciare, quello che ha più probabilità di durare.
Se vuoi un'indicazione più mirata, scrivici raccontando come ti muovi adesso, quanto tempo hai a disposizione e se ci sono limitazioni fisiche da considerare: possiamo suggerirti il corso più adatto invece di una risposta generica.
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