Se stai pensando di diventare leader di Yoga della Risata, è probabile che a un certo punto ti sia fermato un pensiero preciso: "Bello, ma io non sono il tipo.": non sono abbastanza solare, non sono quello che fa battute alle cene, mi imbarazzo davanti a un gruppo o ancora ho giornate in cui di ridere non mi va proprio.

Quando tu cambi, il mondo intorno a te cambia
~Madan Kataria
È l'obiezione che sentiamo più spesso, ed è anche la più comprensibile. Ma parte da un equivoco: l'idea che il leader sia una specie di animatore, o di comico, o in generale una persona con una vitalità fuori dal comune. Non è così. Vediamo perché.
In una lezione di Yoga della Risata non si raccontano barzellette e non si cerca di far ridere qualcuno con una battuta: si ride senza un motivo, attraverso esercizi semplici che uniscono sguardo, gioco, movimento e respirazione.
Il compito del leader è quindi molto diverso da quello di chi intrattiene. Un leader:
Non serve essere il più brillante della stanza, serve essere una presenza chiara, tranquilla e accogliente: in altre parole: serve saper facilitare, non saper far ridere.
Un altro timore diffuso è quello di non saper ridere abbastanza, o di doverlo fare in modo convincente davanti a tutti.
La pratica parte da un presupposto semplice: la risata, all'inizio, può essere anche volontaria. Si comincia con un esercizio, uno sguardo, un gesto, e spesso, in un gruppo, la risata diventa contagiosa e si trasforma in qualcosa di più spontaneo. Succede perché ci si guarda, ci si muove insieme e ci si dà il permesso di giocare.
Il leader non deve quindi dimostrare nulla, mostra l'esercizio, ci entra dentro con il gruppo e lascia che sia la pratica a fare il suo lavoro. Se un giorno non è al massimo dell'energia, non è un problema: l'esercizio funziona anche così, e la gentilezza con cui conduce conta più dell'entusiasmo.
Esistono leader di Yoga della Risata molto riservati, che nella vita di tutti i giorni non si definirebbero mai "persone da palco": la conduzione di una sessione è strutturata: ci sono esercizi, ci sono fasi, c'è un percorso da seguire: questo aiuta molto chi teme di dover improvvisare.
Poi lo scoprirai presto, c'è un aspetto che spesso sorprende chi inizia: stare davanti a un gruppo diventa più facile quando non si deve "essere brillanti", ma solo guidare un'esperienza: l'attenzione non è sul leader, è sull'esercizio che si sta facendo insieme.
Se non serve essere allegri, estroversi o divertenti, cosa serve? In genere, queste caratteristiche aiutano più di tutte le altre:
Sono qualità che si possono coltivare, e un buon percorso di formazione serve anche a questo.
Capita a tutti ed è forse proprio qui che lo Yoga della Risata ha qualcosa di interessante da offrire: non chiede di essere di buonumore prima di cominciare. Il percorso è un altro: si comincia con l'esercizio, e il clima cambia strada facendo.
Per chi vorrebbe diventare leader, significa una cosa rassicurante: non devi avere sempre il sorriso stampato in faccia per condurre una lezione: devi saper accompagnare le persone dentro una pratica, e questo si impara.
Il modo migliore per capire se questa strada fa per te è semplice: partecipare a una lezione. Vedere come si svolge, come il leader guida il gruppo, come ci si sente dall'altra parte. Spesso è proprio in quell'ora che l'idea del "non sono il tipo" si ridimensiona.
Se stai pensando di avvicinarti allo Yoga della Risata, anche solo per curiosità, puoi cominciare da qui.
Vuoi diventare Leader di Yoga della Risata certificato?
Scopri tutti i dettagli e blocca il tuo posto al prossimo training con Davide Giansoldati. 🌞
📩 Info e iscrizioni via WhatsApp: 351 966 42 39